Oltre le invisibili trincee.


Oltre le invisibili trincee.

Invadendo il territorio
della mia mente,
camuffato a stento,
da un senso malinconico
d’incompletezza,
oltraggiosamente felice
la rendi,
strenuo nemico
del suo dolore
ed entro i suoi confini,
complice silenzioso
dei miei occhi nuovi.

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Anime.


Anime.

 

Schiudendo

il mio cuore stanco

nell’incavo delle tue mani,

tese,

dispiego i miei pensieri

stropicciati.

E m’accorgo

che è solo l’infinitesimo tempo

d’un respiro

la distanza massima che disgiunge

due anime,

al cielo della notte,

sottese.

 

Clouds


Clouds.

Ondeggiano,
i nostri cuori,
come steli mossi
dalle onde del silenzio.
Nello stupore
d’una dissolvenza,
ricomponiamo il caos
in infinitesimi istanti,
sminuzzandoli dal foglio
scarabocchiato
da mille altre vite,
oltre noi.
Ti cammino accanto.
I cuori abbracciati.

Spartiti di pioggia.


Ti sorprenderei,
nel soprassalto d’un fruscio
che materializzi i tuoi pensieri.
Un accordo dolce,
tesa vibrazione,
tra vite dissonanti.
Ma le strade divergono,
volgendo all’infinito,
e non sai più inventare note
su spartiti in cui l’inchiostro
si dissolve, accartocciato
sotto la pioggia d’inespresso
che t’include.

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Sergio Cammariere- Aprì la porta