Bambina con cappello.


Bambina con cappello.

Quella scia di sguardi
e di parole,
ormai perdute, distanti,
che mi trascina,
talvolta, vorticosamente,
non ha nome, non s’acquieta,
se non posandosi,
terribile,
in un male silenzioso,
sul cuore.

20170624-194444.jpg

Annunci

Per Sara. E per tutte le altre.


Nessun senso,
nessuna parola basta,
oggi,
come già infinite volte ieri.
Nulla silenzia
il pianto delle donne,
il sangue innocente
immolato sull’asfalto
dagli altari d’ego
di amebe senza valore alcuno.
Sanguisughe
che parassitano
l’anima e la bellezza
e ci rodono il cuore,
giorno dopo giorno.
Chiedete aiuto a chi davvero vi ama,
ragazze,
salvatevi.
Correte via veloci.
Salvatevi almeno voi,
vi scongiuro,
anche in nome
di chi non ce l’ha fatta.

20160530-172846.jpg

Cadute accidentali.


Cadute accidentali.

Come petali rossi,
si cade,
ad uno ad uno.
Chi nel silenzio,
chi tra urla e deflagrazione
e per tutti il sangue
avrà uno stesso colore.
Solo il vento impetuoso
ci trascinerà via,
pietoso,
verso altri voli,
come carta straccia
lungo la strada.

Danni collaterali.


Danni collaterali.

Danniamo al fango,
al filo spinato
e ai muri di confine
il dolore
e la speranza di vita
di altri come noi,
nati sotto un cielo sbagliato,
senza perdere il sonno
né l’appetito.
Eppure in guerra
la nostra
si spezzavano tozzi di pane
e fame e un tetto.
Ora le disperazioni altrui
sono solo
danni collaterali
di deschi non condivisi.

Ai pesci non importa.


Ai pesci non importa.

Guardo, con insistenza,
le mie scarpe rotte
fluttuare
e frugo ancora
nel fondo delle tasche
per ritrovarvi resti
d’un sogno umano,
in questa disumana
marea di corpi e di speranze,
naufragati e spersi sulla battigia.
Guardo l’orizzonte piatto e blu,
senza confine.
Non ci sono confini né frontiere
dove ti chiedono chi sei,
perché sei partito,
che lavoro vuoi fare,
dove intendi andare
o se c’è guerra
nel paese che hai lasciato.
Nessuno che ti chieda l’età,
in cosa credi, chi ami.
Ai pesci non importa nulla
di chi gli galleggia accanto,
l’acqua ti culla,
dopo averti accolto:
nessuna quota di ripartizione
qui.
Qui c’è posto per tutti.

Soli spenti.


Soli spenti

Siamo varchi
tra mondi
sconosciuti,
siamo tornati
da vite già vissute
in altri sogni.
Siamo solo
ghiacce tracce di stella
e polvere di terre riarse.
Siamo echi
di una moltitudine di voci,
vibrazione di suoni.
Siamo sentieri
non ancora percorsi,
siamo soli spenti
dopo esplosioni di luce.

20160112-003901.jpg