Bambina con cappello.


Bambina con cappello.

Quella scia di sguardi
e di parole,
ormai perdute, distanti,
che mi trascina,
talvolta, vorticosamente,
non ha nome, non s’acquieta,
se non posandosi,
terribile,
in un male silenzioso,
sul cuore.

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Inverni.


Inverni.

La mia bocca si tace,
perfetta,
quando persino il cuore,
in cerca di una tregua,
silenzia l’anima,
ché ogni parola duole.
Si culla nell’oblio
della spenta primavera,
nei lunghi inverni
che mi ospitano
i pensieri,
nelle morte mie stagioni,
agli anni che mi attendono
vanno,
ai loro affanni,
alle perdute voci.
E annegano, nelle ombre,
gli occhi.

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Destini.


Destini.

Quando l’incontrai,
udii le parole attese
da remoti sogni.
E mi sentii ripetere
cose che già conoscevo,
senza che prima
ne capissi il senso.
Era il tempo atteso,
era il destino
che m’aveva,
a lungo, aspettato
su quel varco
illuminato.