L’urlo.


L’urlo.

È quel suo vibrare,
la tua voce che s’avanza,
spavalda, nell’anima
il risveglio dei sensi,
l’oltraggioso gridare
della gioia.

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Oblio.


Oblio.

Arco di nervi tesi,
la mia anima
fattasi carne e sangue
e vertigine folle.
Oblio di impossibili
domani.

La tua estate.


La tua estate.

Mi sentirai
accanto.
Mi sentirai vento
fremere sul tuo volto
a sera.
Mi sentirai pioggia
scrosciante e calda
allagarti il cuore
nelle ore scialbe.
Ricorderai
la melata ambra
dei miei occhi
infissa nei tuoi.

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Amnesie.


Amnesie.

Con certosina pazienza,
toccandoci il cuore,
lasciamo che ci accarezzi,
impudica, l’emozione.
Reimpariamo a sorridere,
dopo un’amnesia involontaria,
durata una vita intera.
Non avremo, almeno,
dimenticato d’esser stati vivi,
prima di morire.