Luminoso buio.


Luminoso buio.

Nella notte
ci attraversammo,
abbattuti i confini,
fatti trasparenti
dai confusi respiri.
Appartenevamo
a un passato sconosciuto
ed a un futuro incerto.

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La scrittura.


La scrittura.

Ricominciai a scrivere,
tracciando segni
con le dita
sulla tua pelle.
Ogni suo rabbrividire,
sorpreso,
era un capitolo nuovo,
un incipit inaudito
di questo nostro libro,
ancora interminato.

Ricordi.


Ricordi.

Ricordo ogni nostro
magnifico istante,
il folto dei pensieri
aggrottati tra le sopracciglia,
schiudersi
in un lampo dei tuoi occhi
e la ruga d’espressione della fronte sciogliersi
nel più indifeso dei tuoi sguardi.
Quella tua voce arrochirsi,
attorcigliandosi
nell’abbracciare,
senza sosta,
un “Ti amo”.
Ricordo
l’infinito racchiuso
in ogni nostro
infinitesimo e minimo
istante di gioia.

Domande.


Domande.

Cosa indusse
i nostri cuori
a rinsavire?
L’oblio dell’ombra
che s’allungò,
rapace,
sui nostri sguardi
o il macerarsi lento,
nel dolore,
d’ogni smarrita speranza?
Le domande
si disperdono nell’acqua,
come foglie in autunno.

Sognatori celesti.


Sognatori celesti

Sognatori celesti,
i tuoi occhi,
a irretire la luce
avvolgendola
in un desiderio d’amore.
Per sigillo astrale
le tue labbra.

Fall foliage.


Fall foliage.

Da abissi
di desolati silenzi
sono risalita
per incontrarti.
I miei passi lievi,
sul tuo cuore,
frusciano ora
come foglie,
nel morbido autunno
delle nostre stagioni.