Seconda rassegna nazionale letteraria “L’altra letteratura”


Cari amici vi segnalo la Seconda rassegna nazionale letteraria “L’altra letteratura” degli scrittori indipendenti , nell’ambito dell’evento “Libriamoci” a Roma il 20 e il 27 ottobre 2016 presso l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi di Roma. Parteciperò anche io con l’ultimo mio libro di poesie

Minimali prodigi

20160624-134140.jpg

20160624-134150.jpg

20160624-134158.jpg

Annunci

Sotto un cielo di carta – romanzo di Roberto Ritondale


Sotto un cielo di carta – Roberto Ritondale – LEONE EDITORE.

Questo romanzo di Roberto Ritondale appartiene, a pieno merito, al grande filone letterario dei racconti ambientati in una futura organizzazione sociale distopica – in questo caso la Grande Nazione del Nord –nata al termine della III Guerra Mondiale e in risposta alla caduta sia del comunismo sia del capitalismo – il cui principio organizzatore si basa sul “controllismo”: il controllo statale su ogni aspetto della propria vita (privacy, soldi, libertà individuale, la diffidenza verso le reali intenzioni di chi ci è accanto) in cambio di maggiore ordine e sicurezza sociale , maggiori servizi,una vita personale pianificata dalla società stessa. Verso l’esterno – gli Stati del Sud – i“nemici” vengono orientate le tensioni crescenti della popolazione.

Ai cittadini della Grande Nazione del Nord è proibito – a causa della norma detta Codice 435 – ormai da un ventennio – l’uso della carta (e quindi anche dei libri su carta), in modo di consentire al tiranno Sainon e ai suoi sodali (i poliziotti tarkastaja e gli sptzel del Dipartimento della Sicurezza Nazionale) un controllo totale sugli individui attraverso una rete di informatori e il controllo delle frequentazioni web sui controlabel (il tablet fornito dallo Stato che rimane l’unico mezzo per informarsi e leggere e che è obbligatorio tenere sempre con sé) tutti collegati al mega server governativo. Giorno dopo giorno si susseguono le Adunate Digitali Quotidiane, anch’esse obbligatoriamente da seguire attraverso i controlabel, rivolte alla cittadinanza, suddivisa in una forma di caste: i cittadini attivi, con un lavoro e una posizione sociale sono i “produktiv”, gli altri, persone ai margini, disoccupati o in pensione, sono i “parasit”. Per chi è stato già ammonito due volte per comportamenti non consoni alla direttiva del Codice 435 non resta che la condanna ad una forma di demenza indotta dai medici del Dipartimento della Longevità.

Non svelo qui l’intreccio delle vicende e la delicata e affettuosa coloritura di ogni singolo personaggio che lo scrittore ci delinea con maestria: ovunque però si coglie l’amore e la poesia per quanto di pienamente e profondamente umano c’è nei sentimenti, nei libri e nella cultura, e l’ammonimento a non sottovalutare l’invasività di una tecnologia che tutti noi lasciamo s’impossessi anche dei nostri più personali ed intimi recessi.

Davvero un libro da consigliare, questo “Sotto un cielo di carta”, scritto con cura e con talento e maestria e che ci invita a restare svegli, attenti, partecipi circa il nostro futuro e mai, mai, a lasciarlo con superficialità nelle mani di chi proclama di volerlo pianificare a nome e per conto nostro e per un presunto nostro bene.

sotto-un-cielo-di-carta_LRG

 

“Scomparsa” di Adriana Zanese Inserra.


Scomparsa di Adriana Zanese Inserra.

Una personalità colta e poliedrica come quella di Adriana Zanese Inserra non poteva che regalarci una storia variegata e ricca, intrigata (nel suo sovrapporsi di storie “singolari” e “pubbliche”) e intrigante. Essa si dipana e si approfondisce nell’analisi psicologia dei personaggi, nella descrittività scenografica degli ambienti, nelle incursioni sulle trame politiche italiane e mondiali.

La sua stesura dà tali suggestioni da far immaginare una sua traduzione in opera teatrale o filmica.

Pur toccando così tanti “luoghi” il filo narrativo non si perde mai. Al progredire dei capitoli il ritmo di questo noir si fa più incalzante, le logiche che ricollegano, come in una ragnatela ben tessuta e nascosta, le immagini istantanee e solo apparentemente non connesse, si mostrano più stringenti e la scrittura sapientemente asseconda questo crescendo facendosi più nervosa, più affilata. I colpi di scena, le casualità decisive conducono il lettore più volte a riformulare le proprie ipotesi circa la soluzione finale, mantenendo un giusto grado di suspence.

Trovo questo testo l’ennesima prova di maturità espressiva, realizzativa e ideativa della sua autrice, che ho già potuto ampiamente apprezzare nelle sue precedenti opere capaci di spaziare dalla poesia (Il velo di Maya), alla stesura di testi teatrali (Abduction) , alla narrativa classicamente intesa.

Copertina Scomparsa

Vapore – Marco Lodoli


Vapore di Marco Lodoli
“Finché le parole resistono, forse resiste anche il passato, briciole strette nel pugno macchiato dagli anni: poi il pugno si apre e tutto cade.”
Il vapore è quel passato le cui coordinate restano incerte in un indistinto tentativo di dimenticare eventi e momenti troppo dolorosi. Questo nebuloso stato di quiescenza, di oblio forzoso, dopo il tempo dilatato del l’attesa, sarà sbloccato dalla vendita della casa di campagna che nasconde la chiave di tutti quei silenzi. Le parole scambiate tra l’anziana insegnante Maria e il giovane venditore dell’agenzia Gabriele schioderanno il coperchio pesante che ricopre il percorso ritirato e interrotto della donna. Le pagine di Vapore parlano di solitudini, di vite che si sfiorano senza comprendersi e pienamente accettarsi, della delusione dell’altro che si vorrebbe diverso e, soprattutto, più simile a noi stessi, della scoperta che non basta vivere i giorni l’uno accanto all’altra per affiancarsi davvero e per darsi felicità e complicità, quando poi si resta divisi tra opposte attrazioni e passioni senza mai riuscire ad unirsi e a condividerle.

Marco Lodoli – Vapore
Einaudi ed.

Le segrete armonie


Cristina Barone ha voluto regalarmi queste sue toccanti parole nel recensire il mio ultimo libro: la ringrazio con tutto il cuore, lieta che la lettura delle mie pagine le sia stata così gradita.

Recensione di Cristina Barone sul mio libro “Le segrete armonie”
Un libro scritto in maniera armoniosa e sublime, ogni pagina è una carezza per l’anima, ogni poesia è una dolce lettura.Per chi non è appassionato di poesia credo che questo libro faccia al caso suo per avvicinarsi a questo genere magnifico, che in molti casi ha reso l’uomo immortale.Un libro scritto in completa sincerità e (forse) anche all’insaputa di un talento che si spera presto venga scoperto e amato da tutti.Un libro che colpisce i sensi, sembra quasi di annusare leggere brezze ripiene di aromi che cullano il nostro essere, sembra di vedere teneri paesaggi dai colori pastello e di sentire dolci musiche.Un libro che trasuda amore, che rende quel “tu” una piacevole compagnia, che si ispira alle piccole cose quotidiane che rendono grandi, come anche il Pascoli tende a ricordarci, che a volte si tinge anche di colori scuri, ma passeggeri, che sono gli alti e bassi che ci accompagnano in questo meraviglioso percorso che chiamiamo vita.Poesie che ci spingono a guardare gli eventi interiori ed esteriori in modi più dolci, più teneri e a trasformali in armonie. Un libro da non perdere.
http://ilmiolibro.kataweb.it/storage2/vetrina/397989_copertina_frontcover_icon.png

Il carnefice (Donne senza voce)


Il carnefice (Donne senza voce),

Il carnefice percorre

la tua vita

con passi ossessivi,

senza rumore apparente,

e ti chiude,

nell’angolo di quella trappola che

altri chiamano casa,

sbarrata come l’uscio

d’una finestra gelosa.

Ma tu non rinunciare

alla tua voce

per la vergogna

del tuo fallimento

e per esso smetti

di portare la croce.

Non sei tu

quella sbagliata,

seppure nell’anima piagata,

riprenditi quella vita.

che hai già pagato

con tutte le tue lacrime.

 

©Flameonair

 

25 novembre 2012

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

I questi giorni ho letto “Anime scalze” (Les Ames aux pieds nus), l’ultimo libro scritto dalla scrittrice di siriana (emigrata in Francia) Maram al-Masri.

La prima parte di questo libro è strutturata quasi come uno schedario di donne senza voce, una specie di Antologia di Spoon River di figure femminili, vive sì, ma come morte al sorriso, alla speranza.

Un confronto duro con le mille realtà nascoste dentro i muri delle case, dietro il silenzio di chi circonda vittime e carnefici.

Riporto qui una delle poesie della seconda parte, toccante anch’essa e simbolo della partecipazione empatica a quel dolore femminile così frequente, così disperato.

Vorrei essere una donna.

Segno distintivo:

un eterno sorriso sulle labbra,

baci

profondi come miele.

Vorrei essere una donna

che non si può né addizionare

né sottrarre

né moltiplicare

né dividere

né cancellare

né diffidare

né tramortire.

Maram al-Masri