Belle persone


Belle persone
Le scorgi sussurrarsi i progetti,
senza clamore.
Condividere impegni e sogni,
con gesti misurati,
Mascherare, persino,
la reciproca tenerezza.
E darsi la mano per rialzarsi.
Insieme.

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Alfa ed omega: l’anniversario. L’inizio: gennaio 2007, la fine: gennaio 2012


Il blog di splinder nacque per gioco, quella sera dell’11 gennaio 2007, mentre  chattavamo in messenger, per farmi un regalo e farle un regalo (visto che si tratta di un multiblog) rispondendo con qualcosa di concreto alla mia amica olandese, conosciuta in un forum musicale due anni prima, Dana che mi diceva: “Ma possibile che non ci sia più cultura nel vostro Paese? Possibile che nel mondo non si senta più parlare di poesia italiana, di grandi scrittori italiani, di cultura, di bella musica in un Paese che ne è culla come il vostro?” (bè la frase l’ho sistemata un po’ perchè Dana nelle sue 5/6 lingue conosciute e mixate in ogni discorso o sms ne fece un bel frullato, ma il SENSO di quel che diceva era questo).

Lo rammento oggi con un doppio dispiacere: il primo è Dana l’ho persa di vista, o meglio si “è fatta perdere di vista” dopo tante vicissitudini passate virtualmente insieme. Sapendo quale svolta importante abbia preso pochi mesi fa la sua vita, quale nuovo principio le abbia dato, mi auguro comunque che ora la Vita le regali tutto quello che di positivo ancora non le aveva dato, (indipendentemente dal fatto che io lo sappia o no, non sono curiosa fino a questo punto); il secondo è che ho fatto appena in tempo a vedere questo anniversario 2007-2012 perchè non ve ne saranno altri.

Mai più.

Non ve  ne saranno non perché la mia stanchezza circa il postare e tirare avanti il multiblog sia arrivata al punto di non ritorno definitivo, dopo tante tentazioni di chiuderlo… ma perché ne è stata decretata la morte virtuale e “a tempo” per decisione irrevocabile del Signor Splinder, diciamo così.

Ho letto molto in questo periodo della situazione di straniamento che tutti noi blogger splinderiani abbiamo vissuto, dello sbandamento in cui stiamo scorrendo le ultime ore di questo futile nostro passato, futile perchè virtuale ma tanto importante per alcune consapevolezze che ci ha regalato.

Ora ci siamo spalmati nel web, chi lì chi qua. Siamo naufraghi in questo mare indefinibile e senza contorni, in cerca di zattere su cui risalire, di voglia di ricominciare a comunicare con il cuore: sentiamo il rischio di disperdere emozioni e frequentazioni coltivate per tanti anni.

Ho conosciuto persone fantastiche, persone spregevoli, persone false, persone vere: persone ed amici che ho con me da tanti anni e ho conosciuto persone ed amici che hanno preferito non interessarsi o conoscere più le mie emozioni condivise.

Non importa di chi abbia potuto conoscere direttamente gli occhi, guardandoli, di chi conosca persino il profumo, di chi sappia il tono o l’inflessione della voce. Non importa se con alcune persone ho avuto incomprensioni che non ho potuto sanare perchè la loro vita reale si è fermata prima che io potessi rimediare.

Non conta solo per chi, una volta incrociato per questa via fatta di bit, di 0 ed 1, di schermi e di pixel, da allora è divenuto parte integrante della mia vita reale, conta per cosa, ognuno di coloro che ho incontrato tramite il mezzo elettronico, ha cambiato in me, nella consapevolezza di me stessa.

Conta anche per un semplice saluto, la richiesta di un’amicizia che poi non è fiorita in nulla di tangibile né di profondo.

Tutte le nostre vite, anche quelle reali, sono  una slot machine di coincidenze, di fortuiti incontri e di mancate occasioni, di sliding door che ci hanno fatto intravvedere o perdere.

Allo stesso modo ringrazio tutti coloro che hanno solo sfiorato la mia vita, e stringo al cuore coloro che mi hanno parlato di sé stessi con sincerità ed hanno accolto i miei dispiaceri o le mie vittorie come fossero qualcosa di prezioso da condividere, tengo racchiuse in me le persone che sono diventate la mia nuova vita, quella che sa guardare indietro al dolore di ieri senza rancore e senza restarne ancorata.

Per indole non so perdonare ma non so neanche odiare: so quanto sia importante comunicare per la specie umana, fisiologicamente e psicologicamente: so quanto ognuno di coloro che incontriamo può regalarci anche senza volerlo.

Un abbraccio a tutti voi.

Paola