Ritorni.


Ritorni.

Ritorno spesso,
nei luoghi dove sono stata bene.
Quelle stanze luminose,
chiare,
dalle tende leggere
smosse dal vento di mare.
È tutto ancora lì,
nulla è fuori posto.
Ritorno spesso,
di notte,
nei luoghi segreti
che trovai, incredula,
nel tuo cuore.

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Danni collaterali.


Danni collaterali.

Danniamo al fango,
al filo spinato
e ai muri di confine
il dolore
e la speranza di vita
di altri come noi,
nati sotto un cielo sbagliato,
senza perdere il sonno
né l’appetito.
Eppure in guerra
la nostra
si spezzavano tozzi di pane
e fame e un tetto.
Ora le disperazioni altrui
sono solo
danni collaterali
di deschi non condivisi.

Sognatori celesti.


Sognatori celesti

Sognatori celesti,
i tuoi occhi,
a irretire la luce
avvolgendola
in un desiderio d’amore.
Per sigillo astrale
le tue labbra.

Tra le nuvole.


Tra le nuvole.

Hai fatto del mio cuore
un aquilone.
Mai s’era spinto così lontano,
prima che i tuoi baci
lo sostenessero,
come correnti ascensionali.
Sento che mi trattieni,
talvolta, con dolcezza,
come un filo sottile
teso nei miei pensieri,
solo perché possa raggiungere,
senza sperdermi smarrita,
il cielo chiaro
del tuo sguardo.