… continua l’incontro a puntate, pezzo per pezzo, con l’album “La Band” dei #bengalafire
9 – Boh amore:
Tra toni chitarristici e ritmici esoticizzanti che mi fanno riaffiorare il gusto e gli echi di pezzi punk come quello dei Clash di Rock in the casbah, il pezzo si ritaglia un posto speciale nell’album come una pugnalata, tosto e ruvido, che fila dritto dall’inizio alla fine senza pause o abbassamenti di intensità e appare – nel tono sanguigno e spagnoleggiante delle chitarre – gemellarsi idealmente con “Matador” il pezzo che lo precede. Spicca qui particolarmente, in gran spolvero, la punteggiatura ritmica del basso di Borto @davideebortoletto
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rock
10 Sogni chirali dall’album La Band Bengala Fire
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… continua…
10 – Sogni chirali:
L’espressione in musica e parole di una sorta di dissociazione tra pensieri disturbanti e forme distorte (come in una visione di sé anomala riflessa nello specchio, una specie di dismorfofobia estrema) di un mondo fatto di immagini ipnagogiche parallelo a quello della vita/realtà in un brano ruvido, tosto, senza “infiocchettature” di maniera, che si snoda in un contrappunto potente tra voce, batteria in gran spolvero e corde. Musicalmente un pezzo estremamente tirato con brevissimi rallentamenti che si avvitano su sé stessi accelerando poi sempre più incisivi guidati al finale con una chiusura secca, come in un film distopico a finale aperto.
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