6 – Peggy


dall’album The Band dei Bengala Fire
… continua…
Riprendo, dopo un’interruzione dovuta allo scarso tempo disponibile, la lettura (esclusivamente personale e da non addetta ai lavori) del disco “The Band”, album d’esordio dei Bengala Fire.
Questo pezzo – posto proprio nell’area mediana dei brani proposti – si stacca in modo netto dal mood che unifica l’intera proposta. Ci fornisce un attimo più introspettivo, più rallentato, rarefatto al punto di parere della “stessa sostanza dei sogni” o di una temporanea interruzione del respiro, come un’immagine residuale che resti dopo un flash che si è scolpito nei ricordi: ci narra una storia stranita, ipnotica e suggestiva, ed è caratterizzato da una dolcezza estenuata che lambisce l’abbraccio emotivo e partecipe di una voce e una mente compositiva – quasi come un medium – in una personalità altrui borderline, irrisolta, che si fa attraversare dalla vita più che guidarla. In una sospensione sognante della volontà che ricorda una forma di dipendenza psichica emotiva, un amore dal gusto malato e distruttivo. E questo abbraccio, senza ergersi a giudicare, sa farlo la voce di Mario, con l’acutezza e profondità di chi si immedesimi in una sensibilità femminile, tanto da sfiorare nei toni e nella ritmica la voce da cantastorie la nostra “cantautora” d’eccellenza, Carmen Consoli.

Nel testo numerosi i riferimenti letterari a Dance dance dance di Murakami: l’uomo pecora, il Dolphin Hotel, la presenza di un’entità maligna, attrattiva e annientatrice.
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Boh amore – “La Band” Bengala Fire


… continua l’incontro a puntate, pezzo per pezzo, con l’album “La Band” dei #bengalafire
9 – Boh amore:
Tra toni chitarristici e ritmici esoticizzanti che mi fanno riaffiorare il gusto e gli echi di pezzi punk come quello dei Clash di Rock in the casbah, il pezzo si ritaglia un posto speciale nell’album come una pugnalata, tosto e ruvido, che fila dritto dall’inizio alla fine senza pause o abbassamenti di intensità e appare – nel tono sanguigno e spagnoleggiante delle chitarre – gemellarsi idealmente con “Matador” il pezzo che lo precede. Spicca qui particolarmente, in gran spolvero, la punteggiatura ritmica del basso di Borto @davideebortoletto
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10 Sogni chirali dall’album La Band Bengala Fire


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… continua…
10 – Sogni chirali:
L’espressione in musica e parole di una sorta di dissociazione tra pensieri disturbanti e forme distorte (come in una visione di sé anomala riflessa nello specchio, una specie di dismorfofobia estrema) di un mondo fatto di immagini ipnagogiche parallelo a quello della vita/realtà in un brano ruvido, tosto, senza “infiocchettature” di maniera, che si snoda in un contrappunto potente tra voce, batteria in gran spolvero e corde. Musicalmente un pezzo estremamente tirato con brevissimi rallentamenti che si avvitano su sé stessi accelerando poi sempre più incisivi guidati al finale con una chiusura secca, come in un film distopico a finale aperto.
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Come in un manga, sfoglio i singoli pezzi del primo album dei Bengala Fire “La Band” iniziando dalla fine per risalirlo all’inverso. Anche perché il pezzo 12 – Amelia (La Verità) (al violino il mitico Rodrigo D’Erasmo) è come una specie di pezzo post-credits o after-credits di un film in cui ci si riporta per mano a incontrare di nuovo i personaggi dei pezzi precedenti con qualche dettaglio inedito. Delicata e lunare, è la ballad che chiude questo album, ricucendo assieme con mano paziente il vortice di istantanee rappresentato dai brani contenuti nel disco e restituendo il suo stesso senso unificante, il concept di base che lo vede come un’antologia di vite attraversate alla Spoon River, che ha il gusto del percorso attraverso gli umani, del viaggio, delle prove esistenziali, come un romanzo di formazione in musica. In questa Odissea contemporanea tra il pentagramma e le le parole, possiamo indovinare i canti delle Sirene che ti promettono scorciatoie per successo a patto di venderti l’anima, di snaturare la tua impronta creativa, e gli intoppi del mestiere, le tappe fatte di sudore, talvolta di noia, di blocco e di fatica quotidiana, tappe pur sempre “abilitanti” e prove necessarie per raggiungere la propria genuina Itaca del cuore”..


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Album La Band – Bengala Fire

L’album La Band dei Bengala Fire