“Scomparsa” di Adriana Zanese Inserra.


Scomparsa di Adriana Zanese Inserra.

Una personalità colta e poliedrica come quella di Adriana Zanese Inserra non poteva che regalarci una storia variegata e ricca, intrigata (nel suo sovrapporsi di storie “singolari” e “pubbliche”) e intrigante. Essa si dipana e si approfondisce nell’analisi psicologia dei personaggi, nella descrittività scenografica degli ambienti, nelle incursioni sulle trame politiche italiane e mondiali.

La sua stesura dà tali suggestioni da far immaginare una sua traduzione in opera teatrale o filmica.

Pur toccando così tanti “luoghi” il filo narrativo non si perde mai. Al progredire dei capitoli il ritmo di questo noir si fa più incalzante, le logiche che ricollegano, come in una ragnatela ben tessuta e nascosta, le immagini istantanee e solo apparentemente non connesse, si mostrano più stringenti e la scrittura sapientemente asseconda questo crescendo facendosi più nervosa, più affilata. I colpi di scena, le casualità decisive conducono il lettore più volte a riformulare le proprie ipotesi circa la soluzione finale, mantenendo un giusto grado di suspence.

Trovo questo testo l’ennesima prova di maturità espressiva, realizzativa e ideativa della sua autrice, che ho già potuto ampiamente apprezzare nelle sue precedenti opere capaci di spaziare dalla poesia (Il velo di Maya), alla stesura di testi teatrali (Abduction) , alla narrativa classicamente intesa.

Copertina Scomparsa

“Stoner” di John Williams


La vita di William Stoner si dipana lenta e senza apparenti scossoni in un lembo rurale americano. Si consuma silenziosamente, goccia a goccia, in un unico (dalle prime pagine impensabile) lavoro, attraverso il coraggio di condurre senza apparenti scossoni un infelice matrimonio, quasi estraneo ai suoi stessi genitori, ad una moglie problematica, ad una figlia che perde un poco alla volta, ad un nipote lontano.
Un continuum tonale che vira tra il bianco delle assenze, il grigio delle possibilità, il nero che lo aspetta, paziente, a colorare le ultime pagine.
Con delicata durezza, senza scusanti, ci porta nelle stanze attraversate dalla sua vita; senza mai ricercare attenuanti, la luce tagliente che le illumina è la razionale disamina delle sue mancanze e di alcuni suoi pregi dei quali, tuttavia, resta quasi stupito. E quando sorpresa e il sentimento irrompono imprevisti nella sua vita abitudinaria, avvizzita, amara attraverso gli occhi di Katherine: tutto è destinato ad essere soffocato dall’appartenenza a quel mondo che richiede di immolare la passione e la trasparenza alle consuetudini e all’opacità del comportamento. Le guerre, le tragedie rumorose e furenti dell’umanità restano ai margini della singolare tragicità silenziosa della sua vita, come un quieto consumarsi di sigaretta.
“Cosa ti aspettavi?” è la domanda che, iterativamente, gli si presenta nel cuore. Davanti agli occhi, invece, la vita che prosegue attraverso un gruppo di giovani studenti che “camminano leggeri sull’erba, quasi senza lasciare tracce del loro passaggio. Dentro, la consapevolezza di sé: ” Una morbidezza lo avvolse e un languore gli attraversò le membra. La coscienza della sua identità lo colse con una forza improvvisa, e ne avvertì la potenza. Era se stesso, e sapeva cosa era stato… Era il suo libro che cercava … Poco gli importava che il libro fosse dimenticato e non servisse più a nulla. Perfino il fatto che avesse avuto o meno qualche valore gli sembrava inutile… E tuttavia, sapeva che una piccola parte di lui, che non poteva ignorare, era lì,e vi sarebbe rimasta. Aprì il libro, e mentre lo faceva, il libro smise di essere il suo….”

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John Williams – Stoner
Fazi editore € 17,50