I sorrisi dei ragazzi.


Hanno spento
i sorrisi dedicati
alla vita,
tra il sangue e il dolore.
I sogni polverizzati,
dall’arroganza
senza vergogna,
a coprire l’asfalto
e i giocattoli
negli scatoloni.
Fragili rossi papaveri
i loro corpi.

#Suruc

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Le orme del silenzio.


Le orme del silenzio.

Ora che ondeggio
nel grembo del buio,
ora che mi muovo
nel ritmo silenzioso
d’un mare d’alga,
non senti le mie grida
risalire in superficie.
Mollemente i suoni
mi cullano i sogni
che ho perduto.
E non c’è più
memoria di me,
se non in quell’orma,
tra tante,
in una spiaggia lontana.

Philip Mckay

http://philipmckaydigitalart.com/

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Le deboli voci delle vecchie cose


Le deboli voci delle vecchie cose.

Muoiono, i vecchi,
stretti in vite raggrinzite
dalle dimenticanze dei figli,
dei nipoti.
Troppo lenti, troppo inutili, troppo ingombranti, troppo indesiderati.
Muoiono, i vecchi,
e ne trovi subito
le tracce scolorite
e destinate a perdersi
delle loro care e vecchie cose,
ammassate nei pianerottoli,
addossate a un cassonetto.
Troppe ore d’amore,
ad esse dedicate,
perché qualcuno possa
sentirne la rauca voce
e comprenderle.

Attitudine alla meraviglia.


Attitudine alla meraviglia.

Curo con attenzione
e rigore estremo
quell’appiglio allo stupore
su cui dobbiamo esercitare
la nostra mente, ogni giorno.
Con la stessa intensità
dei miei sguardi ignari
voglio trovare
l’emozione nascosta
nella gentilezza,
desueta, dei gesti,
quell’inconsueto sgomento
di gioia nei suoi occhi,
nelle sue parole profonde
che ti accarezzano,
come brividi, la pelle.
Ogni giorno nuovo
è un attimo di quell’eterno
da cui siamo
dolorosamente esclusi.
Ogni giorno
un regalo inatteso
da scartare
con l’impazienza
della gratitudine.

La casa in vendita


La casa in vendita

Ho inteso le parole
dei tempi trascorsi
nascoste e acquattate
dietro gli angoli.
Sotto i riccioli disfatti
della carta da parati,
il vuoto da riempire
di silenzi.
Sorpresi dallo scostarsi
dei mobili dispersi,
buchi nei muri
dell’anima restano
quei perduti istanti.

La rimozione e l’invisibilità.


Un post dal mio blog di pensieri  Segrete Armonie   http://segretearmonie.wordpress.com/                        http://wp.me/p282ku-f

Edonisti dell’attimo e della superficie, siamo tutti figli e complici d’un modo di vivere che non contempla la vecchiaia, la malattia e la morte.

Semplicemente le rimuove, non rispondendo ai canoni utili alla produttività ed al successo.

Eppure al tempo stesso, questa è la società che se ne nutre quotidianamente e voyeristicamente,  ora nei telegiornali, ora nei processi televisivi “apparecchiati”, analizzati da schiere di criminologi-opinionisti-tuttologi, sviscerati e riflessi dai mille canali, tra una pubblicità e l’altra, o nei libri noir di successo, saturi e gocciolanti d’efferati delitti.

Tutto ciò quasi in un rito di purificatrice catarsi della coscienza, salvo disinteressarsi nella realtà di chi rientra in questi canoni scomodi, quindi reso di fatto “invisibile”, che magari ci è accanto sul pianerottolo di casa.

Ma la morte è esigente, in termini di riflessione e del domandarsi sul senso di troppi giorni perduti a procurarsi di che spendere, a sperperarsi nell’accumulare simulacri che non danno che temporanei e transitori appagamenti d’una sete di significato ben più profondo ed  inestinguibile.