Mancanze.


Mancanze.

Mancarti,
come la pioggia battente
ad un assolato dirupo,
come lo sciogliersi
delle parole di resa
tra le labbra serrate
da un addio inatteso,
come l’altezza d’un minareto
al canto supplice innalzato
nell’ombra sacra della sera.
Dolerti il cuore, vorrei,
nell’uggiolare instancabile
del desiderio trattenuto,
ma pure sfiorarti la fronte,
come la dolcezza estenuata
d’una mano che risani,
colmando d’attenzione
quel tuo sguardo febbrile,
e quelle labbra su cui
il mio solo nome regna.

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