Il sorriso del caos.


Da qualche parte
ho perso
il prezioso foglietto
dove appuntavo
le cose importanti.
C’era annotata a matita,
quasi uno scarabocchio
confuso tra frasi e schizzi,
anche una formula magica,
forse solo una combinazione
di numeri casuali:
quella che apriva la bocca
nell’atteggiamento lieve
che la faceva sorridere.
Ho smesso di cercarlo
rinunciando al percorso
che solo gli attimi
di caos felice generano.