Giri di giostra.


Giri di giostra.

Tornano
gli uomini,
a ripercorrere
gli istanti del dolore,
come un assassino
che torni sul luogo del delitto,
come se cullassero in seno
la maledizione
di preferire i passi già noti,
la vile consuetudine,
a quelli
che potrebbero salvarli.

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Squarcio di luce.


Squarcio di luce.

Quell’irrompere improvviso
d’un ricordo infantile,
come uno squarcio di luce
tra lo spesso fogliame,
oscuro, della maturità,
mi parla la lingua
dell’immutabilità
di una emozione.
È come tornare,
da molto lontano,
per ritrovare
gli stessi odori,
gli stessi colori,
le stesse voci,
fissate e immutate
nel tempo.

Fogli strappati.


Fogli strappati.

Strappati,
da questo vento gelido,
come pagine contigue
di un unico libro
di cui, ora,
abbiamo perso il senso.
Appallottolati sul pavimento,
persi,
rotolando lontani,
lentamente.

#scritturebrevi #poesia #ventaglidiparole

Cambio d’abito.


Cambio d’abito.

Furono lunghi
gli anni fotografati
in bianco e nero.
Ringrazio il giorno
in cui mi lasciasti indossare il tuo sguardo indifeso
come un vestito nuovo,
seppure spiegazzato
dagli errori del passato.
Da quel giorno
mai ho smesso d’accogliere
tutti i colori
che con i tuoi occhi
mi donasti.

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Avec le temps.


Avec le temps

Non odio più.
L’indifferenza è un lago calmo
che ricopre ogni rancore.
Nell’oblio
incateno al fondo
anche le amare parole del ricatto,
affogandole,
tra il molle e obliquo ondeggiare
d’alga.

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Ritorni.


Ritorni.

Ritorno spesso,
nei luoghi dove sono stata bene.
Quelle stanze luminose,
chiare,
dalle tende leggere
smosse dal vento di mare.
È tutto ancora lì,
nulla è fuori posto.
Ritorno spesso,
di notte,
nei luoghi segreti
che trovai, incredula,
nel tuo cuore.

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Strappi.


Strappi.

Ricordo albe sospese,
come negli incantevoli
momenti delle attese,
rosate carezze
a rimarginare gli strappi
di dolorosi pensieri.
Troppe le trame
sfilacciate,
tutto attorno,
in questo vento amaro
di addii.