Luoghi senza collocazione.


Luoghi senza collocazione.

È il mio cuore
una casa abitata da pochi,
una coltre di nubi,
un rifugio sospeso.
È il mio cuore
un labirinto di specchi,
un androne di luce
ove i suoni danzano
secondo antichi rituali.
È il mio cuore
un diluvio di voci.

Sognatori celesti.


Sognatori celesti

Sognatori celesti,
i tuoi occhi,
a irretire la luce
avvolgendola
in un desiderio d’amore.
Per sigillo astrale
le tue labbra.

Battaglie.


Battaglie.
Affamami pure
di ore trascorse
nell’attesa,
ma non privarmi mai,
troppo a lungo,
della luce del desiderio
che fiammeggia
nei tuoi occhi.
E sfamami di te,
una volta oltraggiati i sensi
e disfatti i rifugi,
ostaggi dei silenzi.

Complici.


Complici.

Mi aspetto
che la notte sia
la nostra silenziosa
testimone,
che l’attimo
indulga con noi
fino a rendersi eterno,
che gli spazi divengano
solo dimensioni ipotetiche,
che una gaia risata
possa superare.
Mi aspetto
che il sogno,
almeno una volta,
stravolga il reale.