Alfabeti muti.


Alfabeti muti.

Passi, come un’ombra,
attraverso le immagini sfocate
che scorrono nei miei pensieri.
Io discorro con l’anima,
cercando un alfabeto comune
di segni, di suoni.
La tua assenza
è un ingombrante fardello
nel concerto di cicale estivo.
Assonanze mi consentono
di abbracciarla di nuovo.

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Arrivi e partenze.


Arrivi e partenze

Dissimulò la delusione
sotto la coltre
di uno dei suoi
tenui sorrisi distratti.
Lui restava,
aggrappato quasi
a parole gradite
che, invano,
avrebbe atteso.
Non in quel momento
potevano essergli donate.
Un minuto prima
non c’era orizzonte
tra i loro pensieri
fusi.
Una vita dopo,
trascorso il tempo
condiviso,
lei era già altrove.
Indugiò su quella porta,
che le restava preclusa,
solo il tempo dolce
d’assaporare ancora
il gusto d’un incontro fortuito
di parole e di silenzi
e di spazi sincopati.
Si voltò verso quell’incerto
di vita che le restava,
nella memoria scolpito
il fresco d’un teso
vento di mare.

Alambicchi del tempo.


Alambicchi del tempo

Appesa
ad un filo di seta,
nel tempo,
sono giunta fino a qui.
Ho echi nella mente
che mi dettano
immagini che, forse,
ho solo sognato,
e parole,
avvinghiate alla mia lingua,
che non dimenticano ancora
l’antica urgenza
di voler uscire alla luce,
partorite da sonni ancestrali
di lontane madri.

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La casa in vendita


La casa in vendita

Ho inteso le parole
dei tempi trascorsi
nascoste e acquattate
dietro gli angoli.
Sotto i riccioli disfatti
della carta da parati,
il vuoto da riempire
di silenzi.
Sorpresi dallo scostarsi
dei mobili dispersi,
buchi nei muri
dell’anima restano
quei perduti istanti.

La vita segreta delle piccole cose.


La vita segreta delle piccole cose.

Colleziono punti
di sospensione,
riflessi sui vetri
e petali nascosti
tra i libri dimenticati.
Percorro spazi
disadorni e smisurati,
nel vibrare dell’attimo,
sospensione del tempo
d’un unico sospiro.
Mi nutro
dei profumi dei colori
e interrogo i suoni
delle parole per sentirne
il calore o la freddezza
che ne tradisce la bugia.
Amo il segreto
ordine delle cose
che il mio disordine
dissimula e le mie labbra,
che si congiungono piene,
sussurrando il tuo nome.

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In cammino


In cammino.

Tutto questo vorticoso fluttuare
doveva avvenire,
ogni invisibile filo annodarsi,
ogni dolore, nel buio ignaro,
accucciarsi feroce nell’attesa,
ogni invisibile pennellata di gioia
intingersi nel colore dei miei giorni,
affinché questo mattino di luce
si riflettesse nei tuoi occhi,
affinché il mio cuore sapesse
per quali strade polverose
si raggiunge l’infinito.