Sotto un cielo di carta – romanzo di Roberto Ritondale


Sotto un cielo di carta – Roberto Ritondale – LEONE EDITORE.

Questo romanzo di Roberto Ritondale appartiene, a pieno merito, al grande filone letterario dei racconti ambientati in una futura organizzazione sociale distopica – in questo caso la Grande Nazione del Nord –nata al termine della III Guerra Mondiale e in risposta alla caduta sia del comunismo sia del capitalismo – il cui principio organizzatore si basa sul “controllismo”: il controllo statale su ogni aspetto della propria vita (privacy, soldi, libertà individuale, la diffidenza verso le reali intenzioni di chi ci è accanto) in cambio di maggiore ordine e sicurezza sociale , maggiori servizi,una vita personale pianificata dalla società stessa. Verso l’esterno – gli Stati del Sud – i“nemici” vengono orientate le tensioni crescenti della popolazione.

Ai cittadini della Grande Nazione del Nord è proibito – a causa della norma detta Codice 435 – ormai da un ventennio – l’uso della carta (e quindi anche dei libri su carta), in modo di consentire al tiranno Sainon e ai suoi sodali (i poliziotti tarkastaja e gli sptzel del Dipartimento della Sicurezza Nazionale) un controllo totale sugli individui attraverso una rete di informatori e il controllo delle frequentazioni web sui controlabel (il tablet fornito dallo Stato che rimane l’unico mezzo per informarsi e leggere e che è obbligatorio tenere sempre con sé) tutti collegati al mega server governativo. Giorno dopo giorno si susseguono le Adunate Digitali Quotidiane, anch’esse obbligatoriamente da seguire attraverso i controlabel, rivolte alla cittadinanza, suddivisa in una forma di caste: i cittadini attivi, con un lavoro e una posizione sociale sono i “produktiv”, gli altri, persone ai margini, disoccupati o in pensione, sono i “parasit”. Per chi è stato già ammonito due volte per comportamenti non consoni alla direttiva del Codice 435 non resta che la condanna ad una forma di demenza indotta dai medici del Dipartimento della Longevità.

Non svelo qui l’intreccio delle vicende e la delicata e affettuosa coloritura di ogni singolo personaggio che lo scrittore ci delinea con maestria: ovunque però si coglie l’amore e la poesia per quanto di pienamente e profondamente umano c’è nei sentimenti, nei libri e nella cultura, e l’ammonimento a non sottovalutare l’invasività di una tecnologia che tutti noi lasciamo s’impossessi anche dei nostri più personali ed intimi recessi.

Davvero un libro da consigliare, questo “Sotto un cielo di carta”, scritto con cura e con talento e maestria e che ci invita a restare svegli, attenti, partecipi circa il nostro futuro e mai, mai, a lasciarlo con superficialità nelle mani di chi proclama di volerlo pianificare a nome e per conto nostro e per un presunto nostro bene.

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Prima rassegna della letteratura indipendente a Roma


Vi aspettiamo tutti, fisicamente o radiofonicamente e via web
domani 14 ottobre e il 28 ottobre dalle 16 alle 19.30.

Sintonizzatevi e guardate il sito, per avere notizie sull’iniziativa organizzata da Adriana Zanese Inserra e dalla piattaforma Ilmiolibro (il mio libro

https://www.radioradicale.it/tv/diretta
https://www.radioradicale.
prossimamente vi troverete momenti, spunti e scatti relativi alle giornate della prima rassegna sui temi della editoria libera sul web “L’altra letteratura” a cura di Adriana Zanese

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Sempre su questi temi vi consiglio anche di leggere il dibattito sull’e-book e il futuro dell’editoria digitale qui:

@Dr_CiroAmendola: e-book e prestiti in biblioteca
il futuro dell’editoria
video intervista al LRpt @AlfonsoCelotto http://t.co/rk0WXnvdR3
@ilmiolibro

E

http://ilmiolibro.kataweb.it/articolo/pubblicare/196934/self-publishing-ebook-e-biblioteche-digitali-la-nuova-editoria-passa-da-qui/

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“Scomparsa” di Adriana Zanese Inserra.


Scomparsa di Adriana Zanese Inserra.

Una personalità colta e poliedrica come quella di Adriana Zanese Inserra non poteva che regalarci una storia variegata e ricca, intrigata (nel suo sovrapporsi di storie “singolari” e “pubbliche”) e intrigante. Essa si dipana e si approfondisce nell’analisi psicologia dei personaggi, nella descrittività scenografica degli ambienti, nelle incursioni sulle trame politiche italiane e mondiali.

La sua stesura dà tali suggestioni da far immaginare una sua traduzione in opera teatrale o filmica.

Pur toccando così tanti “luoghi” il filo narrativo non si perde mai. Al progredire dei capitoli il ritmo di questo noir si fa più incalzante, le logiche che ricollegano, come in una ragnatela ben tessuta e nascosta, le immagini istantanee e solo apparentemente non connesse, si mostrano più stringenti e la scrittura sapientemente asseconda questo crescendo facendosi più nervosa, più affilata. I colpi di scena, le casualità decisive conducono il lettore più volte a riformulare le proprie ipotesi circa la soluzione finale, mantenendo un giusto grado di suspence.

Trovo questo testo l’ennesima prova di maturità espressiva, realizzativa e ideativa della sua autrice, che ho già potuto ampiamente apprezzare nelle sue precedenti opere capaci di spaziare dalla poesia (Il velo di Maya), alla stesura di testi teatrali (Abduction) , alla narrativa classicamente intesa.

Copertina Scomparsa