Bambina con cappello.


Bambina con cappello.

Quella scia di sguardi
e di parole,
ormai perdute, distanti,
che mi trascina,
talvolta, vorticosamente,
non ha nome, non s’acquieta,
se non posandosi,
terribile,
in un male silenzioso,
sul cuore.

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Ritorni.


Ritorni.

Ritorno spesso,
nei luoghi dove sono stata bene.
Quelle stanze luminose,
chiare,
dalle tende leggere
smosse dal vento di mare.
È tutto ancora lì,
nulla è fuori posto.
Ritorno spesso,
di notte,
nei luoghi segreti
che trovai, incredula,
nel tuo cuore.

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Strappi.


Strappi.

Ricordo albe sospese,
come negli incantevoli
momenti delle attese,
rosate carezze
a rimarginare gli strappi
di dolorosi pensieri.
Troppe le trame
sfilacciate,
tutto attorno,
in questo vento amaro
di addii.

I ricordi.


I ricordi solcano silenziosi, come lame, la superficie liscia del lago dell’anima. Tutta l’attraversano, talvolta s’immergono, d’improvviso, e sembra che debbano sparire per sempre.
Fino a che non ce li troviamo grondanti e vivi sulla sponda opposta, reclamare tutta la nostra attenzione.

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Ritorni a giorni lontani.


Ritorni a giorni lontani.

Inquieta,
una foglia tribola
il suo eterno e problematico distacco
dal ramo annerito dall’inverno
della sua vita.

La osservo,
consapevole di una subliminale assonanza
di ruoli.

Indifferente, il tramestio armonico dei canti di uccelli
mi avvolge,
tra tenui frammenti
a ricordarmi l’oggi.

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Arrivederci.


Arrivederci.

Altre orme
si uniscono
ad infinite file
d’eguali orme,
in un continuum
di lente
sparizioni dolorose.
Sconfinate,
in lento pellegrinaggio,
oltre i luoghi conosciuti
all’intelletto,
s’incamminano.
Gli echi dei passi,
infine, farsi sgomento
e silenzio.
Chissà dove si trova,
il luogo dei reincontri,
quel sorridersi ancora
come se tutto dovesse
per sempre durare,
tra una promessa
per gli anni a venire,
o forse solo
per il giorno dopo.

Generazione Bataclan


Sono persone, non numeri di per sé già tragici, i dispersi, i sopravvissuti, i tanti caduti in questa quotidiana guerra contro il terrore. Una toccante Spoon River di vite vere, di affetti straziati, di splendidi futuri interrotti, di gesti coraggiosi e di ricordi che nessuna violenza può strappare dal cuore di chi sopravvive.
il sito di Generazione Bataclan
http://www.brogi.info/2015/11/generazione-bataclan-una-pagina-facebook-per-capire-e-ricordare.html

L’impermanenza.


L’impermanenza

Ed a me torni,
impercettibile presenza,
dietro la traslucenza
di pioggia
sulla mia finestra.
Dove l’impermanenza
lascia il posto
a un fisico disegno,
alla tatuata emozione,
resti tu,
magnifico inspiegabile mistero.

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Dipinto di Alyssa Monks – Impermanence

Cadenze lente.


Cadenze lente.

M’adagio,
mollemente,
in questo indugio
che assaporo
e che mi parla lento
ancora di noi,
d’un estenuato abbraccio,
di soffici silenzi
regalati
con gli occhi.