Arrivederci.


Arrivederci.

Altre orme
si uniscono
ad infinite file
d’eguali orme,
in un continuum
di lente
sparizioni dolorose.
Sconfinate,
in lento pellegrinaggio,
oltre i luoghi conosciuti
all’intelletto,
s’incamminano.
Gli echi dei passi,
infine, farsi sgomento
e silenzio.
Chissà dove si trova,
il luogo dei reincontri,
quel sorridersi ancora
come se tutto dovesse
per sempre durare,
tra una promessa
per gli anni a venire,
o forse solo
per il giorno dopo.

Irrational man


Un noir elegante e sofisticato, retrò, fotografia e recitazione dei protagonisti, a mio avviso, eccezionali, una colonna musicale colta e perfetta, i temi esistenziali, letterari (Dovstojevsky) e filosofici cari al regista: l’etica, la morale, il senso della vita, la depressione e la passione, la pulsione di morte, la giustizia umana, l’impegno e la deriva, la razionalità e il pensiero contrapposte all’azione e alla casualità, il finale improvviso e sovversivo rispetto alle cadenze compassate e al tema portante del resto del film, l’alternarsi dei soggetti narranti. Pur non essendo il capolavoro di Woody Allen, uscendo dalla sala sono stata felice di esservi stata…

20151220-003331.jpg

Varchi tra contigui infiniti.


Varchi tra contigui infiniti.

Quanti di noi
varcarono il confine
con un grido,
nell’unisono accordo
delle voci di madri e figli.
Ma la linea ulteriore,
assai più spesso,
ci troverà soli e azzittiti
da tutto ciò che avremo
attraversato.

Red and black.


Red and black.

Sale dalla terra
una rossa preghiera.
Il pianto flebile
dei bimbi,
il grido profondo
del ventre di una madre,
la disperata maledizione
strappata alle labbra
di padri gettati
in pasto alla fiera di turno.
Di fronte alla morte
una babele di lingue
crocifisse.

20151124-172123.jpg

Generazione Bataclan


Sono persone, non numeri di per sé già tragici, i dispersi, i sopravvissuti, i tanti caduti in questa quotidiana guerra contro il terrore. Una toccante Spoon River di vite vere, di affetti straziati, di splendidi futuri interrotti, di gesti coraggiosi e di ricordi che nessuna violenza può strappare dal cuore di chi sopravvive.
il sito di Generazione Bataclan
http://www.brogi.info/2015/11/generazione-bataclan-una-pagina-facebook-per-capire-e-ricordare.html

Recensione del saggio “Woody Allen” di Lino Arenare Zullo – Edizioni Ilmiolibro


Recensione del libro “Woody Allen” saggio di Lino Arenare Zullo – edizioni Ilmiolibro

http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/storia-e-filosofia/97322/woody-allen/

Il libro tratta di temi profondi ed essenziali quali il senso della vita, l’amore, il rapporto dell’uomo verso l’etica, la morale, le religioni,
disquisendone in forma di rappresentazione teatrale, ciascuna scena introdotta da pezzi musicali jazz celebri, con lievità ed ironia, secondo lo stile dei due principali protagonisti: Woody Allen e l’amico e professore universitario Kent Whitman. Il confronto tra i due e una serie di spettri metterà a fuoco la corrispondenza tra i temi dell’uomo, dell’intellettuale, dell’artista (ed il senso della figura del Superuomo nell’accezione di Niezstche ) e una serie di monologhi tratti dalla filmografia del regista. L’uomo ha avere il compito di perseguire la sua via personale interrogandosi, con intelligenza critica ed ironia anarchicamente ribelle, scevro dalle false e precostituite risposte fornite da credi religiosi (nel testo l’analisi critica del cristianesimo, dell’ebraismo, del buddismo..) presentatisi nel testo, via via, quali figure spettrali, da credi politici o dall’asservimento alla morale coeva. Senza gravezza, però, bensì con la consapevole e folle (richiamando certi personaggi folli, e pertanto liberi di esprimere scomode verità tipicamente shakespeariano e pirandelliani a un tempo) leggerezza di un acrobata che danzi (ancora la “danza” del filosofo Nieztsche) sul filo teso sul precipizio dell’insensatezza stessa della vita, godendone appieno l’infinitezza in ogni suo istante, proprio nella certezza della sua vacuità. Cit. “L’uomo è una corda, annodata tra l’animale e il superuomo – una corda tesa sopra l’abisso”. Una vita affrontata come nel tentativo di farne un capolavoro d’arte e nella ricerca della bellezza, sia pure scientemente transitoria come ogni umana cosa, pare l’unico riscatto al suo non senso,
per l’uomo che sappia portare il giogo del suo libero e insindacabile libero arbitrio, difficile eppure esaltante e gratificante.
Il dialogo filosofico che si dipana da “spettri” tanto famosi è continuamente ricondotto, in forma di situazione teatrale essa stessa, all’esplicarsi dei temi affrontati in citazioni tratte dai film di Woody Allen: in esse il rifiuto di appartenere, di riconoscersi acriticamente e aprioristicamente in un qualsiasi gruppo o lobby od orientamento prefissato e di comodo, è tradotto nell’eroismo leggero e disincantato dell’uomo che vive la sua avventura singolare senza cercare scusanti o scorciatoie (quali l’approvazione dell’opinione comune, il senso del l’espiazione del peccato) che ne alleggeriscano la responsabilità in ogni scelta personale. Un grande libro, senza dubbio, scritto con la sapienza e l’intelligenza di un grande autore e uomo di cultura, poco avvezzo all’ovvietà di certi temi di richiamo e di facile mercato che vanno tanto di moda oggi.

La linea di confine.


La linea di confine.

Tremanti,
come fili d’erba,
strappati senza preavviso,
da soli o insieme ad altri,
oppure appassiti e
rinsecchiti,
come sguardi senza gioia,
in un giorno di sole,
in una sera piovosa
o nella più stellata
delle notti.
Abbiamo cercato
di fletterci,
sferzati dal vento
o dalla pioggia,
abbarbicati alla roccia,
in aridi meriggi
di abbandono.
Eppure,
anche ora,
cadiamo sulla terra,
uno ad uno,
per questo abbraccio
infinito.

20150730-230708.jpg

20150730-230757.jpg

20150730-230820.jpg

20150730-230834.jpg

20150730-230908.jpg

20150730-230929.jpg

Le orme del silenzio.


Le orme del silenzio.

Ora che ondeggio
nel grembo del buio,
ora che mi muovo
nel ritmo silenzioso
d’un mare d’alga,
non senti le mie grida
risalire in superficie.
Mollemente i suoni
mi cullano i sogni
che ho perduto.
E non c’è più
memoria di me,
se non in quell’orma,
tra tante,
in una spiaggia lontana.

Philip Mckay

http://philipmckaydigitalart.com/

20150602-194921.jpg