L’impermanenza delle parole.


L’impermanenza delle parole.

Le parole,
in rivoli,
ti scivolano via,
trasparenti.
Devi rallentarle,
fermarle,
raccoglierle
su di un foglio di carta,
accoglierle
nel caos limpido
della tua anima,
farne,
per te,
stupore.

Disgelo.


Disgelo.

È tutto in questo
sciogliersi,
del tuo pensoso sguardo
in un ritrovato sorriso,
l’imponderabile bellezza
delle nostre vite.
L’inatteso sbocciarsi dentro
in germogli di gioia.

Sognatori celesti.


Sognatori celesti

Sognatori celesti,
i tuoi occhi,
a irretire la luce
avvolgendola
in un desiderio d’amore.
Per sigillo astrale
le tue labbra.

Il cigno.


Il cigno.

Con i tuoi baci
ho dato ali
al cigno di carta,
di sussurrata bellezza,
in cui si rifugia
il mio cuore.
Un origami d’amore
lievemente poggiato
sul mio dolore.

Battiato Consoli – Tutto l’universo obbedisce all’amore

Prospettive inclinate.


Prospettive inclinate.

Non ricordo
quando ho perduto
il rosso porpora
dei tuoi fianchi.
Né rammento più
dove mi condusse
lo sciabordio
della tua voce concitata,
o la luce che trasmisero
i tuoi occhi argentei
alla mielata ombra
dei miei.
Ma ho ben chiaro,
come un sinuoso mantra
di gratitudine,
con quale melodia
il tuo nome risuoni,
passeggiando solitario,
nelle stanze vuote
della mia anima.

Sillabando la gioia.


Sillabando la gioia.

Mi sbocciano
fiori nella bocca
quando pronuncio
il tuo nome.
Schiudendo le labbra,
in un sorriso morbido,
ti trattengo ancora
in un gioco di sillabe.
Accennato incanto
quel tuo avvolgermi
nei pensieri.