Giri di giostra.


Giri di giostra.

Tornano
gli uomini,
a ripercorrere
gli istanti del dolore,
come un assassino
che torni sul luogo del delitto,
come se cullassero in seno
la maledizione
di preferire i passi già noti,
la vile consuetudine,
a quelli
che potrebbero salvarli.

20170325-103014.jpg

Avec le temps.


Avec le temps

Non odio più.
L’indifferenza è un lago calmo
che ricopre ogni rancore.
Nell’oblio
incateno al fondo
anche le amare parole del ricatto,
affogandole,
tra il molle e obliquo ondeggiare
d’alga.

20170218-111913.jpg

Il dentro e il fuori.


Il dentro e il fuori.

L’essenza scaturisce
dalla somma del segno
e dello spazio.
Nell’assenza e nel ricordo
scorrono i confini
che cingono
la nostra vita.

20170102-172753.jpg

Architettura di interni.


Architettura di interni.

È dall’interno di noi stessi
che apprendemmo l’alfabeto
necessario ad interpretare
la finitezza degli orizzonti
del mondo
posto al di fuori di noi.

Frammenti al crepuscolo.


Frammenti al crepuscolo.

Mimetizzando mille
sottaciute battaglie
senza uscita
sotto un sorriso gentile,
anime s’accarezzano
di sguardi trasparenti.
Non c’è più l’urgenza
d’un trasalire
d’eccessi di parole.
Come risacca a sera,
ammararsi, silenziosi,
nei porti occulti dei cuori:
in accoglimenti temporanei,
oltremodo soli,
oltrepassare il buio
in attesa della scialba luce
d’un’altra bianca alba.

Tracce di un sogno.


Tracce di un sogno.

Siamo vivi nel sogno,
la singolarità
che ha interrotto
il lungo continuo dei giorni.
Siamo l’esiguo numero
dei passi
che si incrociarono
nel refolo lieve
del nostro congiunto
respiro.

Battigia.


Battigia.

I miei pelagici ricordi
sciamano,
mollemente appesi
a una risacca oceanica.
Come malumori diffusi,
cui manchi la voglia
di dissimularsi
in stanchi e spenti sorrisi,
si insabbiano
in attesa di nuovi giorni.
Gabbiani frenetici
a becchettare l’orlo
di questo vuoto.