Livelli di vita alternativi.


Livelli di vita alternativi.

Lasciare
la fredda superficie
dei pensieri
per scendere
nelle telluriche
acque del cuore.

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Vele.


Vele.

Odiando l’indifferenza,
che riduce i nostri cuori a pietre,
senza valore alcuno,
apro le vele dei miei sentimenti,
ostinatamente
al vento forte che,
impari ordalia
rumorosamente li scuote,
oltraggiando infine
questo cupo silenzio.

Il viaggio.


Il viaggio.

Nessun convulso battito,
nessuna disillusione rinnego.
Nessuna strada interrotta,
per quanto incerta e dura,
nessuna rotaia morta
che non avesse senso
percorrere.
Salpo ogni giorno
per un’epica
e sconosciuta impresa.
Vivere.

Intangibili silenzi.


Intangibili silenzi.

Non è cosa
ti conduce là,
ma con chi sei;
non è dove ti trovi,
ma il perché ci sei.
Trasparente,
attraverso corpi e sguardi
che non mi sfiorano:
vago assente da me
per troppe ore al giorno.
Mi è dunque necessario
dirigermi silenziosa
ove le urgenze dell’anima
mi suggeriscono di andare
per ritrovarmi infine.

Disgelo.


Disgelo.

È tutto in questo
sciogliersi,
del tuo pensoso sguardo
in un ritrovato sorriso,
l’imponderabile bellezza
delle nostre vite.
L’inatteso sbocciarsi dentro
in germogli di gioia.

Istanti di calma.


Istanti di calma.

Molte volte
ho fatto ordine,
nei bivi improvvisi
della mia vita,
come il Tempo fa
con le improvvide rive
devastate dalle aspre
tempeste di mare.

Varchi tra contigui infiniti.


Varchi tra contigui infiniti.

Quanti di noi
varcarono il confine
con un grido,
nell’unisono accordo
delle voci di madri e figli.
Ma la linea ulteriore,
assai più spesso,
ci troverà soli e azzittiti
da tutto ciò che avremo
attraversato.

Codici cifrati.


Codici cifrati.

In una goccia trovare,
riflessi e moltiplicati,
universi di mondi.
Nei codici segreti
della poesia scoprire
i suoni diversi
generati da universi
di anime simili.
In una babele di lingue,
celati da grafie difformi,
incontrare altri miliardi
di noi stessi.