Istanti di calma.


Istanti di calma.

Molte volte
ho fatto ordine,
nei bivi improvvisi
della mia vita,
come il Tempo fa
con le improvvide rive
devastate dalle aspre
tempeste di mare.

La combinazione fortunata.


La combinazione fortunata.

Nell’essere
uno squisito ricordo
c’è già
quella gioia segreta
che ha l’attimo
corrisposto,
l’incantesimo casuale
dell’incontro,
il muto persuadersi
che ogni piccolo gesto
di complicità
potrebbe durare
in eterno.
E svegliarsi sorpresi,
compiacendosi,
dell’effimero combaciare
d’un incantevole incastro.

Domande.


Domande.

Cosa indusse
i nostri cuori
a rinsavire?
L’oblio dell’ombra
che s’allungò,
rapace,
sui nostri sguardi
o il macerarsi lento,
nel dolore,
d’ogni smarrita speranza?
Le domande
si disperdono nell’acqua,
come foglie in autunno.

Sognatori celesti.


Sognatori celesti

Sognatori celesti,
i tuoi occhi,
a irretire la luce
avvolgendola
in un desiderio d’amore.
Per sigillo astrale
le tue labbra.

Tornando alla vita.


Tornando alla vita.

Come due mondi sospesi,
i piedi come rocce
fondanti sulle nubi,
ci incontriamo, infine,
dopo innumerevoli,
inutili ere.
Gli sguardi a toccarsi,
impudici,
gli animi avvolti
ed indistinti.

Ripartenze.


Ripartenze.

Trasloco da me,
un giorno di questi.
Quante volte
l’avrò detto.
Ma la verità,
guardandomi negli occhi,
col suo sguardo spento,
ha denudato le sue spalle,
ormai.
Ho raccolto il suo scialle,
sfiorandole i piedi graffiati
e stanchi.
Partire ora,
smarrendo il profilo
d’ogni giorno sprecato,
sveglia infine
in quei caroselli
d’albe insonni,
meravigliate di purezza.