Dispersi.


Dispersi.

Le vele gonfie
del desiderio,
come vento di tempesta,
ci condussero
a quella linea bianca
che delimita i nostri universi.
Lontane e perdute
le rive.
Cancellate
dai nostri sguardi
naufragati.

Disgelo.


Disgelo.

È tutto in questo
sciogliersi,
del tuo pensoso sguardo
in un ritrovato sorriso,
l’imponderabile bellezza
delle nostre vite.
L’inatteso sbocciarsi dentro
in germogli di gioia.

La combinazione fortunata.


La combinazione fortunata.

Nell’essere
uno squisito ricordo
c’è già
quella gioia segreta
che ha l’attimo
corrisposto,
l’incantesimo casuale
dell’incontro,
il muto persuadersi
che ogni piccolo gesto
di complicità
potrebbe durare
in eterno.
E svegliarsi sorpresi,
compiacendosi,
dell’effimero combaciare
d’un incantevole incastro.

Tornando alla vita.


Tornando alla vita.

Come due mondi sospesi,
i piedi come rocce
fondanti sulle nubi,
ci incontriamo, infine,
dopo innumerevoli,
inutili ere.
Gli sguardi a toccarsi,
impudici,
gli animi avvolti
ed indistinti.