Prima rassegna della letteratura indipendente a Roma


Vi aspettiamo tutti, fisicamente o radiofonicamente e via web
domani 14 ottobre e il 28 ottobre dalle 16 alle 19.30.

Sintonizzatevi e guardate il sito, per avere notizie sull’iniziativa organizzata da Adriana Zanese Inserra e dalla piattaforma Ilmiolibro (il mio libro

https://www.radioradicale.it/tv/diretta
https://www.radioradicale.
prossimamente vi troverete momenti, spunti e scatti relativi alle giornate della prima rassegna sui temi della editoria libera sul web “L’altra letteratura” a cura di Adriana Zanese

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Sempre su questi temi vi consiglio anche di leggere il dibattito sull’e-book e il futuro dell’editoria digitale qui:

@Dr_CiroAmendola: e-book e prestiti in biblioteca
il futuro dell’editoria
video intervista al LRpt @AlfonsoCelotto http://t.co/rk0WXnvdR3
@ilmiolibro

E

http://ilmiolibro.kataweb.it/articolo/pubblicare/196934/self-publishing-ebook-e-biblioteche-digitali-la-nuova-editoria-passa-da-qui/

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Con gli abiti della festa.


Con gli abiti della festa.

Vestimi il cuore
della lieve allegria
che mi danno
i tuoi sorrisi gentili,
le carezze
delle tue parole
scivolate sottovoce
sotto la porta chiusa.

Pellegrinaggi.


Pellegrinaggi.

Magnifica presenza,
aggrappata ai miei desideri
resti,
resiliente all’oblio, alla mancanza, al tempo che sfiorisce le rose più belle.
Ci incontriamo ogni giorno
all’entrata dei nostri cuori
spalancati,
sospesi sul silenzio delle parole
che certi sguardi eremiti pronunciano
per mutuo rispetto dell’emozione,
come entrando, penitenti pellegrini impolverati,
nella luminosità di certe cattedrali immense,
smisurati enigmi d’incertezze.

I passi sul cuore.


I passi sul cuore..

Non ho vissuto così a lungo
da non saper comprendere
quanto sia importante
un tuo sguardo d’amore.
Nomadi vinti
nel deserto quotidiano
di bottiglie vuote e cocci,
piantati nella sabbia,
su cui camminano sole
le nostre anime scalze.
Non ho vissuto abbastanza
per essere sazia
delle tue parole d’amore
in cui racchiudi
la stessa natura dei miei sogni.

Tramonti.


Tramonti.

Mi conducesti per mano
verso l’oscuro precipizio
delle tue labbra.
Vacillai per una scheggia
di quel tempo infinito
che era prima del nostro amore
e che ci avrà dimenticati,
illudendo altre sterminate legioni
di anime amanti, infine.
E caddi nella luce accecante
del battito delle tue ciglia,
che sfuoca l’impossibile,
diluendolo
nel suo incantevole velo.
Caddi,
come tremante e impaziente
di trafiggersi,

ogni tramonto cade.

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Il labirinto verde.


Il labirinto verde.

Ascolta il mio stormire,
acerbo d’inquietudine,
tra le verdi mura di siepi
che ne velano l’incedere.
Sono ancora ad un passo
dai tuoi vellutati incanti,
dopo che appesi respiri
alla curvatura spessa
dei tuoi inespressi desideri.
Ho colto assenze,
centellinandole
come pietre preziose
ed accolto radiose
omofonie di pensieri.

Acquerello.


Acquerello.

Raccolgo
frammenti di cielo
nel tuo sguardo lucente.
Dissetami di attenzioni
inaspettate, di sorprendenti
inezie, soffuse di leggerezza.
Mi spargo su questo quadro
di sollecitudini,
come un incanto di nebbia
che sublimi i più accesi colori
in un acquerello
di diffuso chiarore.
L’addensato dolore
si stempera
nella liquida tenerezza,
in quel candore prezioso
che genera la tua gentilezza.

Indefinite destinazioni.


Indefinite destinazioni.

Ho attraversato il gelo
del tuo sguardo lucente,
guadando le paludi
delle mie delusioni.
Ho sciolto tutte le mie parole
dalla pietrificata gabbia
degli anni biechi
dell’ingratitudine.
E ancora, in giorni feroci,
proseguiamo il viaggio,
astronauti solitari
e dispersi, verso
indefinite destinazioni.

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