Sognatori celesti.


Sognatori celesti

Sognatori celesti,
i tuoi occhi,
a irretire la luce
avvolgendola
in un desiderio d’amore.
Per sigillo astrale
le tue labbra.

Tornando alla vita.


Tornando alla vita.

Come due mondi sospesi,
i piedi come rocce
fondanti sulle nubi,
ci incontriamo, infine,
dopo innumerevoli,
inutili ere.
Gli sguardi a toccarsi,
impudici,
gli animi avvolti
ed indistinti.

Fall foliage.


Fall foliage.

Da abissi
di desolati silenzi
sono risalita
per incontrarti.
I miei passi lievi,
sul tuo cuore,
frusciano ora
come foglie,
nel morbido autunno
delle nostre stagioni.

Esuli.


Esuli.

Siamo tutti
migranti di un altrove
da cui siamo stati
indotti a fuggire,
a notte fonda,
come banditi,
o alle prime luci dell’alba,
da una casa distrutta
o da una porta sprangata.
Tutti con le proprie croci
silenziose sulla spalla
e un gusto d’aceto
sulle labbra.
Tutti in cerca
d’accoglienza in un cuore,
di un pasto caldo
e di un abbraccio
che ci salvi,
mezzi assiderati
dalla solitudine.
Tutti in fuga
da un qualche orrore
che ci segrega
e lo sguardo
ci possiede.

Con gli abiti della festa.


Con gli abiti della festa.

Vestimi il cuore
della lieve allegria
che mi danno
i tuoi sorrisi gentili,
le carezze
delle tue parole
scivolate sottovoce
sotto la porta chiusa.