Festival “L’altra letteratura” – Roma 20 e 27 ottobre 2016


In questa narrazione della vita che privilegia la spettacolarizzazione degli eventi, l’opinione delle masse, le sfide epocali, il rumore sul suono,
rimarco il valore del sentimento e dell’emozione che scaturiscono dai piccoli gesti, dai silenzi e dalle parole quotidiane.
È in questi eventi minimi che si dipana la gran parte della nostra vita, e credo che nell’interiorità del proprio individuale progetto vada ricercato il potere salvifico della poesia: non inteso come egoistico concentrarsi e ripiegarsi su sé stessi, ma come senso profondo di appartenenza delle emozioni alle vite degli altri e della consapevolezza dei gesti e delle decisioni di ogni giorno che guidano la propria vita. Anche gli eventi epocali, globali e corali sono in realtà somma sovradimensionale di tante vite, di tante scelte e di coraggio individuale.
Infine sento la poesia scaturire più da una taciuta ferita, più dall’evocare un senso di incompletezza, e nascere dalla minimale ombra di una assenza, che non dalla ridondanza e dall’eccesso.

Minimali prodigi

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