Se Google fa il dottor House


Roberto Cotroneo

Ho avuto un’infanzia di letture incoerenti; con libri presi dalla biblioteca di casa che potevano essere un romanzo di Hemingway, una enciclopedia per bambini, o persino, ma solo a sfogliarli per curiosità, il libri di medicina di mio padre. Tra questi libri ce n’era uno che mi piaceva molto, si intitolava: Trattato di semeiotica medica. Cosa fosse la semeiotica (termine utilizzato in medicina) o meglio la semiotica lo avrei capito qualche anno dopo. Ma l’idea che il sintomo fosse un segno, un elemento da cui partire, per aggiungere altri segni e arrivare a una conclusione diagnostica aveva qualcosa di molto attraente.

Nella semeiotica medica, ovvero la scienza dei sintomi per curare gli essere viventi, c’era tutta una mitologia del mestiere di Ippocrate che aveva un suo fondamento e che riguarda i diagnostici. Mio padre era del 1921, quindi era un medico di una generazione che non aveva certo strumenti…

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2 thoughts on “Se Google fa il dottor House

  1. GabrieleVDiMaio 15 settembre 2016 / 18:34

    Già adesso la pratica di usare Google per la ricerca di sintomi -mentali e fisici- è diventata abitudine diffusissima, e pericolosissima.
    Non vedo la necessità di complicare ulteriormente la vita delle persone con il GoogleHouse

    • flameonair 15 settembre 2016 / 22:07

      Come alimentare i peggiori incubi, infatti

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