Esuli.


Esuli.

Siamo tutti
migranti di un altrove
da cui siamo stati
indotti a fuggire,
a notte fonda,
come banditi,
o alle prime luci dell’alba,
da una casa distrutta
o da una porta sprangata.
Tutti con le proprie croci
silenziose sulla spalla
e un gusto d’aceto
sulle labbra.
Tutti in cerca
d’accoglienza in un cuore,
di un pasto caldo
e di un abbraccio
che ci salvi,
mezzi assiderati
dalla solitudine.
Tutti in fuga
da un qualche orrore
che ci segrega
e lo sguardo
ci possiede.