Essere (o non essere).


Essere (o non essere).

Ch’io sia per te
lo scroscio secco
del ramo che si spezza,
il sibilo tagliente
d’un aspro vento di mare,
il gusto che ti colma
la bocca di delizie.
Ch’io sia il ciglio
sorpreso sulla vertigine,
la libertà di sbagliare.
Non il torpore
dell’abitudine,
non il lento estinguersi
di complici desideri
in estenuati silenzi.