I lontani orizzonti,


I lontani orizzonti.

Tu veleggi, calmo,
nei miei sguardi
stravolti da tempeste,
Potente faro ancora
ti stagli, nitido,
ai margini del visibile,
nei tempi opachi
di bonaccia.

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6 thoughts on “I lontani orizzonti,

  1. Enzo 9 febbraio 2015 / 18:21

    .. ed io sceglierò
    naufragi
    per esserti degno.

    • flameonair 10 febbraio 2015 / 00:11

      Ho cercato di commentare il tuo ultimo post, leggendo anche una parte di quelli precedenti ma, non so se a causa della mia visualizzazione da cellulare non vi sono riuscita. Sono in accordo con le tue riflessioni. Credo che ci sia un bisogno profondo di comunicare in tutti noi che “insistiamo a postare” sui nostri blog in “direzione contraria e ostinata” proponendo cose che non colpiscono i bassi istinti, non sono particolarmente ciniche o polemiche, ben sapendo che l’essenza stessa dei blog è lontana anni luce da quella che forse, molti anni fa, ci convinse a non tenere più i nostri pensieri e le nostre emozioni chiuse nel cassetto. Forse oggi non avrà più un senso chiaro, questo nostro soliloquio sterile, essendo ormai perso quello scambio creativo che una volta trovavo nel proporre e nel leggere. Ma credo che, nonostante il silenzio in cui cadono, a volte, le nostre parole, come gocce in un cortile vuoto, il suono di certe loro emozioni giunga ancora, forse solo per un istante, a sfiorare l’animo altrui. Grazie per il tuo leggermi.

      • Enzo 10 febbraio 2015 / 08:02

        Benvenuta, lascia perdere gli accidenti tecnologici che a volte si impuntano dispettosi e rendono impossibile ciò che una volta era solo più lungo. Benvenuta.
        Da tempo si discute ( ma neanche tanto) sull’abbandono dei blog in favore dei social, per me il vero abbandono è lasciare la lettura del cartaceo. Ma io sono un dinosauro in estinzione, non faccio testo. Scrivo perchè lo facevo già a 9 anni ed è ancora lo strumento privilegiato del sottoscritto: se devo farlo in rete c’è un solo mezzo, un blog. Chiedersi se e quanto arriva di condivisione per ciò che scriviamo può essere fonte di depressione, se scrivere è una liberazione non vai oltre il muro di cinta se sei solo…io ho percorso innumerevoli muri di cinta e sono ancora qui. Per chi come te scrive in versi la situazione è, se possibile, ancora più delicata; è estremamente difficile commentare dei versi, in genere ci si limita a dire brava, bello, bis ma chi può fare saggistica oggi su una lirica? Confrontare, analizzare? I testi sui poeti del Novecento stanno posati su una mensola della mia libreria da gran tempo, io sono uno dei pochi che li sfoglia. Non si può chiedere troppo al mondo perchè si rischia di abbandonarlo e scrivere per sempre sulla luna. Bisogna amare Flame, comprendere e lasciare la poesia sulla terra, prima o poi darà frutti, è sempre stato così. Le parole- gocce si asciugano più lentamente, stimolano altre parole come vedi, muovono il volano delle emozioni, non muoiono. Grazie a te.

      • flameonair 15 febbraio 2015 / 18:22

        Grazie, Enzo. Onorata dalle tue letture.

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