Punti fermi.


Punti fermi.

Ho seguito
la lunga traiettoria
posta al confine
tra la sconfinata ombra
del dolore
e l’accecante luce
dell’illusione.
Sopravvissuta ai miei sbagli,
infine giunta
in questa radura
di chiaroscurali barlumi
resto assorta,
assaporando
il gusto dolce
dell’appagante attesa.

Piccole consapevolezze.


Piccole consapevolezze.
Per vie tortuose
giunsi
a questo calmo slargo,
dove la voce plana nei gesti
silenziosi,
addolcendone i tramonti.
Le parole
fluttuanti carezze si rivelano,
nell’ora d’oro
del mio esistere.
Nell’acquietarsi dei cerchi
che s’allontanano
dal vortice inquieto
dei turbamenti,
giunta al vertice immoto
della dolcezza,
si scioglie il gelo livido
che il mio cuore
rapprese.

Attitudine alla meraviglia.


Attitudine alla meraviglia.

Curo con attenzione
e rigore estremo
quell’appiglio allo stupore
su cui dobbiamo esercitare
la nostra mente, ogni giorno.
Con la stessa intensità
dei miei sguardi ignari
voglio trovare
l’emozione nascosta
nella gentilezza,
desueta, dei gesti,
quell’inconsueto sgomento
di gioia nei suoi occhi,
nelle sue parole profonde
che ti accarezzano,
come brividi, la pelle.
Ogni giorno nuovo
è un attimo di quell’eterno
da cui siamo
dolorosamente esclusi.
Ogni giorno
un regalo inatteso
da scartare
con l’impazienza
della gratitudine.

La cercatrice di asterischi.


La cercatrice di asterischi.
Seguo la linea insondabile
delle inaspettate felicità.
Quelle che sfuggono
alla razionale consuetudine
delle conseguenze attese.
Quelle da cogliere rapidi,
come fossero fiori rari
di difficile collocazione tassonomica,
lungo gli impervi e segreti
sentieri del cuore.
Prima che qualcun altro
possa accorgersi
di quanto sappiano generare
persistenti incantesimi.

Samuele Bersani – Il pescatore di asterischi.