Il divano


Il divano
Echi cupi,
di un presente
irrealizzato, scivolano,
sotto la porta chiusa,
come un’incerta
lama di luce.
Ti vedo, un giorno
senza numero né nome,
intento a leggere, calmo.
Noi, quasi immemori di chi
ci ha attraversato.
Io ti accarezzo piano
le ciglia, in moto
tra il nero delle lettere
e il bianco degli spazi.
Resto così, appesa,
ai miei pensieri, ai tuoi,
ad una vita imprevista
che ci ha attesi.

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