Parole tonde


Parole tonde.

Mi  sorprendo, talvolta,

dell’ingannevole rotondità

carnale di certe parole,

come fosse la forma

mutevole delle nubi

che ti sia concesso toccare.

Resistono come fiocchi,

nel tempo,

fatti per non dimenticare

come la bellezza sopravviva

alle lusinghe vane

e alla futile dimenticanza.

Musica nell’aria

ELISA – L’ANIMA VOLA

 

Allo specchio


Allo specchio

Ogni giorno mi specchio
solo per sorprendermi
sopravvissuta
alle mareggiate improvvise
e alle desertiche traversate
della vita.
Il mesto sguardo, sovente,
acceso di quella guizzante ironia
così mal tollerata, un giorno,
e dall’etereo distacco.
Tagliente forza con cui
ridimensiono gli ostacoli
ed i traguardi facendone
multicolori coriandoli
da gettare nella danza del vento
affinché non divengano altro
che minuta ed essenziale
pioggia di gioia di vivere.

La storia e il senso


La storia e il senso.

Ere di violenza
accatastano vittime
senza nome
ai margini delle strade
o nelle fosse
perché non intralcino
i laboriosi cittadini.
Indolenti ed indulgenti
noi passiamo oltre,
scavalcando corpi
e domande,
confidando che l’orrore
ci eviti, per dimenticanza.

Composizione


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Composizione.
Ricompongo,
ogni sera,
i frammenti
del mio essere,
scompigliati dalle assenze.
Invento assetti nuovi,
nuove prospettive geometriche,
le studio e le progetto.
Poi rido leggera
e, come un bambino,
li lascio cadere alla rinfusa,
come i pezzi dello shangai:
c’è vita
solo in questo ripartire
senza copione.

“Non Si Deve Considerare L’ikebana Come Un Oggetto Fisso. L’ikebana È Costantemente Fluttuante. Non Si Deve Dare Una Forma All’ikebana. L’ikebana Ha Una Nuova Forma Per Ogni Nuova Era.”

Impertinenze


Impertinenze

Corro su vie
tracciate nel tempo
e lascio tesori e sassi
in ogni stazione.
Ho scelto di scendere
in stazioni abbandonate
per visitare ragnatele
tra i cuori in soffitta.
“Guardami,
non c’è dolore
quando non si alza la posta”
ti dicevo
Ma si riparte con valigie
rese pesanti dal nulla
che si porta via.
Avere ancora voglia
di tornare
questo si’
ha il sapore del frutto acerbo
che nascondi, furtiva,
nelle tasche del grembiule.

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