I care


I care.

Mi è cara
La delusione che ti coglie
L’ira che dissimuli
In quel morderti le labbra.
M’è caro il dolore
Che condividiamo,
Come fosse l’ultimo tozzo
Di pane ad interrompere
Un infinito digiuno.
Mi è cara
La sequenza dei gesti
Con cui moderiamo
L’amarezza che ci pervade
Ricamandola nella cifra lenta
Della compostezza.

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