Fumo sull’acqua, fuoco nel cielo


Fumo sull’acqua, fuoco nel cielo.

Ho lasciato i giochi di bambina, in quegli anni di note, per scoprire, mano a mano, me stessa e quel che avrei voluto divenire, tanto tempo fa.

Accordi che hanno riempito i miei pomeriggi con il gruppo di amici del liceo, dopo lo studio, pieni di musica, di chiacchierate interminabili, di carbonare e di litigi epocali, nella cantina di Gianni.

Ore di tentativi di accordare la chitarra a 6 corde e di imparare a suonarla, senza mai riuscirci: e gli amici più esibizionisti nel gruppo improvvisato a svisare sulle chitarre elettriche e con amplificatori in prestito, su di un palco vero.

Ragazzi semplici e pieni di progetti, dietro le famiglie di una volta, il figlio del carabiniere, quello ricco col papà ingegnere all’IBM o con lo studio da dentista e la Treccani per fare le ricerche di gruppo, quello che contestava il sistema ma è poi entrato in banca dove lavorava il padre appena presa la maturità (Antonello docet…), la mia in cui uno stipendio doveva bastare a tutti e 5. Tutti coinvolti in quegli anni di piombo e di utopie, dalle pattuglie davanti alla cancellata del liceo, dalle manifestazioni e dai morti ammazzati.

Non ricordo sabati di sballo: piedi piantati in terra, teste vaganti e rotolanti come le pietre, mettendo da parte lira su lira (eh già, chi avrebbe pensato che sarebbero state soppiantate dall’euro allora?) per il disco di vinile nel negozietto in via dei Mille, accanto alla stazione o a fine liceo, dopo anni di pantaloni di fustagno a Porta Portese, trascorsi a finire, pezzo a pezzo,di assemblarmi lo stereo Pioneer, ma non certo con le casse che sognavo!

Nessuna vacanza senza genitori, nessun premio per le promozioni a pieni voti. “Hai fatto solo il tuo dovere!” era la formula.

Ma la ricchezza che sentivo dentro era quella dell’illusione che con la forza di volontà, con l’onestà, con l’impegno e con la salute della giovinezza avrei potuto ottenere tutto quanto avessi desiderato, prima o poi, e sentirsi  dentro l’energia di una locomotiva guidata dal folletto in calzamaglia Ian…

 http://youtu.be/gWubhw8SoBE

Son passati tanti anni, troppi anni, caro John, da quella mia sera prima degli esami. Non solo per la giovinezza andata via, ma per un mondo che s’è sgretolato assai prima.

Suggestioni – Parole ©Flameonair

 

Musica nell’aria

(JOHN LORD) DEEP PURPLE – Smoke on the water

http://youtu.be/j2hbU7na1pw

L’elisir.


Alyssa Monks, pittrice iperrealista

Morning After (oil) – Alyssa Monks

http://alyssamonks.com/

L’elisir.

Ci somministrano la dose

di quotidiana incertezza,

come se la precarietà del vivere

fosse divenuta la panacea

dei mali d’una società

che pretende di dirsi civile.

Ma quel che dipingono

come un antidoto

uccide ogni giorno qualcuno,

col silenziatore,

affinché il rumore dello sparo

non turbi troppo

il sonno della nostra ragione.

Suggestioni (parole) di flameonair

Musica nell’aria

BILL  WITHERS – Ain’t no sushine

http://youtu.be/tIdIqbv7SPo