La nota sospesa



(foto dal web)

La nota sospesa.

Penetro nelle stanze

della tua mente,

ricordo danzante e lieve,

come una vorticosa

particella di polvere sospesa,

tra gli ultimi raggi di luce.

Sorpresa a frugare

nei tuoi sogni ad occhi aperti,

sorridi e provi

a catturarmi nell’incavo

della tua mano.

“Eccomi” , ti sussurro,

incantesimo d’un brivido

repentino,

il mormorato nome

che ti sfugge dalle labbra,

l’infinitesimo istante

che t’avvolge,

la nota sospesa

che s’insinua

nella tua anima.

Suggestioni (parole) © di flameonair

http://youtu.be/KeODHCizOBg

L’ultimo bacio


Assordanti silenzi

sciamano, come spettri

fissati nell’ultima battaglia,

traslucide ombre confitte

nei campi ghiacciati.

Là dove palpitava la vita

è migrazione del vuoto,

come parole che manchino

alle labbra dell’addio

per l’ultimo bacio.

http://youtu.be/2u8KKAa7E0Y

Suggestioni (parole&foto) © di flameonair

Infiniti spazi


Le Marmore .

Infiniti spazi.

Valicare gli spazi
è il segreto del più dolce
turbamento dei sensi.

Un esclusivo collidere
di deflagrati universi
confluisce in una nota.

L’onda vibrazionale

si trasmette e sfuma

in palpiti di luce. 

http://youtu.be/Q0pH-AEtdgw

Suggestioni (parole&foto) © di flameonair

Il miele della memoria


Alba3DSCN1867

 

Allo schiudersi delle tue labbra,
per i  tuoi mille sì,
miele che scivola nelle mie,
s’aggrumano emozioni,
strette ai nostri fianchi
e mille volte ancora
mi chiami, ti chiamo.
Sopra brividi lenti
danziamo come foglie cadute
nel vento d’una notte
infinita, come questo cielo.

http://youtu.be/3WOoFoUoJvA

Suggestioni (parole&foto) © di flameonair

L’essenziale che scopri in un verso – Almeno un grammo di salvezza di Nicola Vacca


Almeno un grammo di salvezza di Nicola Vacca 

Plaquette, Ed. Il Foglio (2011) con prefazione di Giulio Maffii – 100 pag – 6 euro

Mastichiamo Apocalisse
non mangiamo
altro che distruzione …
… Stanchi
di vedere la luce del buio
precipitiamo senza difese.”

Una luce che si fa più acuta, più vibrante da quel profondo buio, che a volte, la vita ci riserva: da questo pittorico contrasto caravaggesco parto per presentarvi ”Almeno un grammo di salvezza”, raccolta di poesie dello scrittore, critico letterario, opinionista Nicola Vacca.

“Con le unghie.

Deve esserci un’uscita
L’oscurità non può sempre vincere.
Deve esserci una piccola verità
in questo deserto di luoghi fermi.
E’ vera la luce che addenta le ombre
n ella notte delle cose.
Lottiamo per la vita
in questo vuoto che fa tremare tutto.
Scaviamo nel sottosuolo
con le unghie di chi non vuole arrendersi.
Torniamo a incendiare i cuori.”

Un libro di poesie che nascono come stille resinose dalle ferite inferte alla corteccia d’un albero della vita: il dolore stesso le purifica di ogni orpello possibile, rende l’espressione poetica di Nicola ancora più essenziale di quanto già non sia sua splendida peculiarità e vanto.

“… Si scava la verità
con la lingua della mitezza …
… Nel legno storto delle cose
Dovremmo essere la semplicità
Che manifesta la fatica paziente dello spirito.”

Eppure la sintesi non preclude la vertigine della profondità che si coglie in scarne e musicali parole: di esse qui si celebra, senza sontuosità, il potere salvifico, pur se la tentazione di lasciarsi andare ed il dubbio fan tremare le labbra del poeta.

“La parola è stanca
spenta è la carta
su ci si adagia
muto alfabeto”.

Nei versi stessi è l’epifanico riscatto dell’anima dalla piaghe della disillusione e dal disgusto, una meta ardua ma che essi rendono ancora possibile.

“E’ il nostro compito
portare le amarezze …
Il sapore crudele dei giorni
Lo dicono le cose …”

E’ un bisogno primario quello di riscoprire il cibo e l’acqua che nutrano e dissetino l’anima, le fonti profonde a cui attingere possono essere le più svariate: qui, in gran parte, il germe dell’ispirazione riflessiva e poetica si sviluppa dai testi sacri, dai salmi, dalla Bibbia, che divengono una chiave di volta nell’interpretazione del destino e delle avversità, di quell’ombra lunga che l’oscurità allunga sulla fragile felicità dei nostri giorni, e trova terreno fertile e accudimento nella sensibilità dell’autore.

Egli stesso si identifica nell’umanità dolente: il suo sentirsi naufrago alla deriva nell’oceano in burrasca dei propri sogni e dei propri progetti di vita,

“Né terre né mari
per la nostra zattera”

non lo reclude in un delirio di solipsismo tormentato, né deprime la voglia di testimoniare a chi può trovarsi in un’analoga situazione che si può rinascere partendo da sé stessi e, ad un tempo, traduce la parola poetica in una simbolica mano che si sporge da una balaustra d’anima a risollevare anche chi crede di star perdendo ormai  la forza della speranza.

“Si scava la verità
con la lingua della mitezza”

e, ancora:

“Non è mai troppo tardi
per asciugare il dolore dell’altro.”

Le sue personali vicissitudini divengono solo l’eco di un più universale male di vivere e la leva per una ribellione interiore contro la rinuncia a chiedere altro rispetto a un assimilarsi gregario alla spicciola volgarità ed aridità dell’oggi. Il suo è uno sguardo che tende ad un limitare arduo ed impegnativo, oltre il mero quotidiano calcolo e l’inessenziale, recinti entro i quali disperdiamo le nostre vere, interiori ricchezze.

“ La nostra comunione.

Il cuore è sordo alla grazia.
Il seme della bellezza
cerca una terra da fecondare.
Su ogni uomo pesa la tribolazione
nell’inferno delle cose.
La nostra comunione
è il germoglio della salvezza
dal fuoco che distrugge anima e corpo.”

La semenza nata dalle lacrime dà frutti di consapevolezza che dissetano nel deserto e guidano gli occhi a non perdersi negli infiniti miraggi di questa nostra avida contemporaneità, avvinta e fascinata dall’apparenza e dal male, questo quindi sembra il messaggio illuminante, scaturito dalla sua personale e buia “esperienza degli affanni”, che Nicola Vacca, con essenziale drammaticità sembra volerci suggerire, cantandolo nei suoi versi.

Vi segnalo dello stesso autore (che  si è da poco trasferito nel blog http://nel-verso.blogspot.com/) :

Nel bene e nel male (Schena 1994)
Frutto della passione (Manni, 2000)
La grazia di un pensiero ( pref. di Paolo Ruffilli, Pellicani, 2002)
Serena musica segreta (Manni, 2003)
Civiltà delle anime (Book ediz., 2004)
Incursioni nell’apparenza (pref. di Sergio Zavoli, Manni, 2006)
Ti ho dato tutte le stagioni (pref. di Antonio Debenedetti, Manni, 2007)
Frecce e pugnali (pref. di Giordano Bruno Gerri, Ediz. Il Foglio, 2008)
Esperienza degli affanni (Ediz. Il Foglio, 2009)
“A destra per caso” assieme a Carlo Gambescia (Ediz Il Foglio, 2010)
Serena felicità nell’istante (pref. di Paolo Ruffilli, Ediz. Il Foglio, 2010)

 

Suggerimenti  © di flameonair

Nel regno dei cristalli


Il vento gelido nasconde

messaggi cifrati tra le fronde.

La stagione del ghiaccio,

come l’aspra regina

d’una nordica fiaba,

congela i respiri degli innamorati,

sibilando incantesimi.

Sono carezze i raggi del re

che torreggia dall’orizzonte lontano,

e sfiorandoli,

nel gocciolio dei cristalli del mezzodì,

ne fa rivoli accorati,

tesi a ricongiungersi,

su di un velo di brina.

Suggestioni (parole) © di flameonair