Vorrei cantare gli occhi delle madri


Da
L’ombra
della luce

Vorrei cantare gli occhi delle madri.

Vorrei cantare
gli occhi delle
madri
quelli incatenati dal ricatto
o quelli accesi dalla follia
d’una
gioia ritrovata.
Vorrei cantare
di quelle parole di musica
sprangate in
fondo al cuore,
affinché l’urgenza dell’amore
frantumi ogni
catena.
Vorrei cantare
I dubbi delle madri,
il loro sentirsi
inadeguate,
quegli occhi che gridano
l’incapacità di salvare
i figli
dal proprio destino.
Vorrei cantare storie di madri
con un timbro
nuovo,
con quei suoni profondi
che i parti rievocano in
loro,
nell’ancestrale connubio
tra la gioia e il dolore,
mistico
generare di vita.
Vorrei cantare
quei volti sfiancati
e quei corpi
stremati
cui appesi vedi  occhi enormi,
devastati dalla fame.
Vorrei
cantare
la grazia dei loro gesti pazienti,
un diffuso chiarore,
sfumarsi
su candide tende di luce,
in mattini silenziosi.
Vorrei
cantare
una realtà nuova
di corpi di madri e di figlie
abbracciate, ma
non
per mutua difesa  dal male,
accogliersi come il fondersi
del cielo
al mare al  tramonto.

foto e parole di:© flameonair

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