(foto dal web)
L’aereo di carta.
Immersa in pensieri confusi,
giacché la febbre traduce in giganti
anche i fiotti di luce,
cerco nel buio della stanza
un segno che dia il senso dell’oggi.
Oltre la porta distinguo
la tua limpida voce in mutazione
e le tue risate,
frammiste alle voci dei programmi,
e le tue rabbie adolescenti
che premono il tuo essere
che cresce prima ancora che la mente
sappia comprenderlo e contenerlo.
Mi ritorna in mente e mi culla
il ricordo delle tue parole bambine,
filastrocche e scioglilingua
e piccoli canti alternati
alle voci dei giochi parlanti,
rivivo la luce dei tuoi occhi
nell’incantamento al mio apparirti
tra i mille colori della tua cameretta.
E tu, d’un tratto,
mi stupisci ancora,
scrivendo la poesia che nasce,
spontanea, nel tuo cuore,
nel gesto d’una mano
che socchiude la porta
e mi lancia furtiva
l’areoplanino di carta,
che il segno atteso diventa.
Perché troppo ci costa,
anima che hai fatto rinascer la mia,
restare distanti
anche per un giorno solo.
Suggestioni (parole) © di flameonair
Musica on the air - SARAH MCLAUGHLIN - In The Arms Of an Angel



















